ott 14

hackertree

Vi propongo questa storiella che naviga in rete da un parecchio tempo, si tratta di un racconto breve e divertente ma che fà riflettere.

Il diario personale di un individuo che decide di diventare un hacker per far colpo sulle ragazze, e come primo passo decide di installare linux, perchè i veri hacker usano linux. Ecco quindi le pagine del suo diario, giorno per giorno nel disperato tentativo di installare Deban.

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lug 28

Il Jargon File è un documento originariamente redatto da Raphael Finkel della Stanford University e attualmente mantenuto da Eric S. Raymond, uno dei massimi esponenti della cultura hacker nel mondo. Esso è essenzialmente un vocabolario del gergo usato dagli hacker e dai professionisti dell’IT, ma contiene anche definizioni e regole di buona educazione da rispettare in rete.

L’attuale versione è in fase di traduzione in italiano ad opera di un gruppo di persone formato da appassionati di informatica, in modo da rendere tale gergo conosciuto anche a chi non sia pratico della lingua inglese.

Il Jargon File nella versione tradotta in italiano è visionabile qui.

lug 17

First they ignore you. Then they laugh at you. Then they fight you. Then you win.

All’inizio ti ignorano. Può darsi che hai pescato un vecchio computer in un mercatino. O lo hai salvato dalla rottamazione, prendendolo dall’amico, o dal collega. Roba vecchia. Scheda grafica pessima. Ah no, mica giochi in 3D, con quel rottame. Figurati se in quei 128 mega di RAM riesci a fare andare Vista! Gli amici non capiscono e ti lasciano al tuo destino.

Recuperi una versione di Linux e riesci a farla andare anche su una macchina vecchia e sottodimensionata. Impari. Scopri cose nuove. Inizi a fare a meno del software proprietario. Di chi vuole importi le scelte invece che lasciarti libero.

Poi ridono di te.

Linux? E che ci fai con Linux? Ma c’è sopra Internet Explorer? Ma ci funziona Excel? Se non ci funziona Excel non serve a niente…perchè, invece di buttare tempo con i pinguini, non scarichi un po’ di software rubato? Dove vuoi andare con quel coso?
Nel frattempo, con quel coso, vai. Impari a personalizzare l’interfaccia. Scopri che puoi navigare e muoverti per la rete in modo sicuro. Un comando alla volta domi la Shell. Con pazienza capisci che puoi lavorare sui sorgenti dei programmi, e installare esattamente quello che vuoi. Inizi a essere più interessato ai driver delle schede video che alle schede video.

Poi ti combattono.

Per paura. Gli insegnanti, per esempio. Gli amministratori di rete, in ufficio. oppure per invidia. Gli amici, che scoprono improvvisamente di saperne molto meno. In famiglia, se c’è un padre, una sorella, un cugino che si accorge di essere rimasto indietro. La gente sa essere cattiva, per difendersi da ciò che non conosce. In Università devi usare Access. In ufficio devi usare Office. A casa devi usare Windows. Devi. Devi. Devi. Se no sono brutti voti. Sguardi di sospetto alla macchina del caffè. Ostilità in famiglia. (”perchè sprechi spazio con tutti gli MP3 che potremmo tenere su quel disco?”). Intanto vai avanti. Approfondisci i protocolli di comunicazione. Le profondità del sistema operativo. Capisci perchè colpiscono i virus. O perchè è importante il backup. Sei tu ad usare il computer. Gli altri si fanno usare dal computer.

Poi vinci.

Tu sei padrone dello strumento. Loro sono schiavi dello strumento. E puoi giocare ugualmente se hai voglia. Nonchè ascoltare musica. O fare video. O 3D.
Pare che la frase che abbiamo citato sia stata della da Gandhi. L’uiomo che, disarmato, ha liberato l’India dall’occupazione inglese. Non c’è bisogno che diventiamo tutti martiri della libertà. Ma lavorare a favore della nostra conoscenza è una buona cosa. Noi andiamo avanti. Impariamo. Cresciamo. Ci liberiamo.
Se qualcuno ti sta ignorando. Sta ridendo di te. Ti sta combattendo. Stringi i denti e sorridi. Sei sulla buona strada.

Copyright: Hackerjournal

mag 15

mag 07

Se ti capita di ascoltare per sbaglio una conversazione al telefono, stai attento.
Non dire niente. O ne pagherai le conseguenze.
Se intercetti centosessantamila persone l’anno e ti chiami Governo, non ti preoccupare. Magari aumenti pure le tariffe di connessione.
Se durante una festa un tuo amico accende uno spinello, e se sei più vicino di 10 metri. preoccupati. Se ti ferma la polizia e ti è rimasto l’odore addosso, sono cavoli amari.
Se sei un parlamentare, prendi diecimila euro al mese e puoi assumere tutte le sostanze che vuoi. Se ti ferma la polizia e hai addosso l’odore, ti salutano militarmente e ti scortano. Passi anche con il semaforo rosso.
Se racconti una bugia grande come una casa in ufficio, a scuola, in famiglia, rischi di rovinarti la vita.
Se racconti una bugia grande come la Luna in campagna elettorale e sei un politico, tutti ti danno pacche sulle spalle. Se per caso vinci le elezioni, puoi anche aumentare le tasse.

Se non tieni un firewall con i fiocchi sopra il tuo computer Windows e ti becchi un Virus, ti arrangi.
Se sei l’amministratore di sistema del Comune di Milano e ci sono cento macchine Windows con un Virus, ne spegni diecimila per tre giorni e dai la colpa ai tuoi assistenti. Intanto ad arrangiarsi è la gente che ha bisogno di un certificato.
Se scarichi MP3 perchè hai prestato il CD a un amico, e in quel momento ti bussa alla porta la Finanza, devi vendere la casa per pagare la multa che ti affibiano.
Se sei un cantante famoso, ogni anno copi il pezzo di un cantante sconosciuto, ci fai milioni e stai in testa alle classifiche.

Se vuoi usare Windows Vista, a seconda della versione che vorrai potresti anche tirare fuori trecento euro.
Se sei Microsoft, puoi anche chiedere trecento euro per Windows Vista e lasciarlo pieno di buchi che neanche la padella per le castagne.
Se non sei un hacker, sei indifeso di fronte a mille prepotenti privilegiati che aspettano solo di poter fare di te quello che vogliono. Possibilmente polpette. Ricordati che devi morire.
Se sei un Hacker, hai una missione. Servire e proteggere la comunità.

Ci sono troppi prepotenti in giro.

Copyright: Hackerjournal

apr 29

hacker_journal

Non hai forza di tentare di cambiare il tuo avvenire per paura di scoprire libertà che non vuoi avere…

Abbiamo un problema. Abbiamo un mondo di conoscenza nascosto. Computer. Sistemi. Reti. Software. Non solo computer. Ingranaggi. Materiali. Meccanismi. Capire come funzionano le cose è sempre più difficile. Perchè il funzionamento delle cose è sempre più nascosto. Capire il funzionamento delle cose diventa sempre più essenziale. Se non sai come funzionano le cose, sei uno schiavo. Se non sai installare due sistemi operativi, sei obbligato ad usarne uno. Sei libero quando sai come funziona. C’è da studiare. Sbagliare. Imparare dagli errori. Essere curiosi. Ma chiunque può sapere come funziona. Questo è metà del lavoro dell’Hacker. Poi c’è l’altra metà. Ancora più necessaria. Ancora più essenziale.

Viviamo in un mondo di Zombi. La gente non si fa domande. Vuole solo usare gli oggetti. Ed esserne schiava. Computer. Telefoni. Televisori. Frigoriferi. Veicoli. Quasi nessuno si chiede come funzionano. E’ l’altra metà del lavoro. Prima dobbiamo aprire gli occhi noi. Quando li abbiamo aperti, aprire gli occhi alle persone. Spiegare come funziona. Mostrare agli Zombi che possono vivere. Essere curiosi. Imparare. Svegliare uno Zombi è difficile. E’ addestrato a non reagire. Anni di scuola. Anni di lavoro. Gli hanno insegnato a spegnere il cervello. Si vive meglio senza domande.

Bisogna toccare la sua curiosità. E’ li che dorme. Nascosta. Da qualche parte. L’approccio diretto è difficile. Si spaventano. Si ritirano. Ti insultano. Ti ridono dietro. Quelli che ridono sono i peggiori. Ridono perchè hanno paura. Paura di scoprire di essere schiavi. Bisogna pungerli. In qualche punto sono più vulnerabili. L’orgoglio. L’esibizionismo. Le foto. Chiamare gratis con Skype. Da qualche parte c’è un pretesto. Li colpisce. Si avvicinano timidi, o arroganti (per timidezza). Provano qualcosa di nuovo. Si interessano. Scoprono qualcosa. Vogliono di più. Chiedono. Leggono. Imparano. Scoprono come funziona. Diventano Hacker. Uno su mille. Gli altri si ritraggono. Ridono più forte di prima. Fanno finta di niente. Non importa. C’è bisogno di trovare quell’uno su mille. E’ prezioso. Ci salverà tutti. Per gli altri novecentonovantanove l’hacker che hanno vicino sarà solo un disturbo. Una minaccia. Se va bene, un rompiscatole. L’Hacker lo sa. Con pazienza. Con tenacia. Passa da uno zombi all’altro e trova l’uno su mille. Servono hacker.
Servono persone per svegliare milioni di zombi. Servono rompiscatole.

Copyright: Hackerjournal

apr 26

Ne è stato acciuffato un altro oggi, è su tutti i giornali. “Ragazzo arrestato per crimine informatico” “Hacker arrestato dopo essersi infiltrato in una banca”…

Dannati ragazzini. Sono tutti uguali.

Ma avete mai, con la vostra psicologia da due soldi e il vostro tecno-cervello da anni 50, guardato dietro gli occhi dell’hacker? Non vi siete mai chiesto cosa abbia fatto nascere la sua passione, quale forza lo abbia plasmato, cosa può averlo forgiato?

Io sono un hacker entrate nel mio mondo…

Il mio è un mondo che inizia con la scuola… sono più sveglio di molti altri ragazzi,

Questa merda che ci insegnano mi annoia… Muoviti… Non ho tutto il giorno!!

Dananto sottosviluppato. Sono tutti uguali.

Io ragiono in modo creativo.. cerco di trovare una via alternativa… Ho ascoltato gli insegnanti spiegare per la quindicesima volta come ridurre una frazione. L’ho capito. “No, Ms Smith io non mostro il mio lavoro. è tutto nella mia testa…”

Dannato ragazzino. Probabilmente lo ha copiato………. Sono tutti uguali.

Ho fatto una scoperta oggi. Ho trovato un computer. Aspetta un secondo, questo è incredibile. Fà esattamente quello che voglio. Se commette un errore, è perchè io ho sbagliato, non perchè io non gli piaccio…

O perchè si senta minacciato da me…

O perchè pensi che io sia un coglione…

O perchè non gli piace insegnare e non vorrebbe essere qui…

Dannato ragazzino. Tutto quello che fa è giocare. Sono tutti uguali.

Poi è successa una cosa… una porta si è aperta su un mondo… scorrendo attraverso le linee telefoniche come l’eroina nelle vene di un drogato, un impulso elettronico è stato spedito, un rifugio dagli incompetenti di ogni giorno è stato trovato… una scheda è stata scoperta.

Questo è… questo è il luogo a cui appartengo…”

Io conosco tutti qui… anche se non ci siamo mai incontrati, non abbiamo mai parlato, può darsi che non avrò più notizie di loro tuttavia…

conosco tutti.

Dannato bambino. Si è allacciato nuovamente alla linea telefonica. Sono tutti uguali. Muoviti… Non ho tutto il giorno!!

Ci potete scommettere il culo che siamo tutti uguali… siamo stati imboccati con cibo da bambini alla scuola mentre bramavamo una bistecca… i bocconi di cibo che ci avete dato erano già stati masticati e senza sapore.

Noi siamo stati domati da sadici o ignoranti dagli indifferenti.

I pochi che avevano qualcosa da insegnarci trovavano in noi volenterosi alievi, ma queste persone sono come gocce d’acqua nel deserto.

Ora questo è il nostro mondo.. il mondo dell’elettrone e dello switch, la bellezza del baud. Noi facciamo uso di un servizio già esistente che non costerebbe nulla se non fosse controllato da approfittatori ingordi, e voi ci chiamate criminali.

Noi esploriamo… e ci chiamate criminali.

Noi cerchiamo la conoscenza… e ci chiamate criminali.

Noi esistiamo senza colore di pelle, senza nazionalità, senza credi religiosi e ci chiamate criminali.

Voi costruite bombe atomiche, finanziate guerre, uccidete, ingannate e mentite e cercate di farci credere che lo fate per il nostro bene, e poi siamo noi i criminali.

Si, io sono un criminale. Il mo crimine è la mia curiosità. Il mio crimine è quello di giudicare le persone per quello che dicono e pensano, e non per quello che appaiono. Il mio crimine è quello di essere più furbo di voi, qualcosa che non vi farà mai dimenticare il mio nome.

Muoviti… Non ho tutto il giorno!!

Io sono un hacker e questo è il mio manifesto. Potete anche fermare me, ma non potete fermarci tutti… dopo tutto, siamo tutti uguali……….. Giusto?

Testo pubblicato l’8 Gennaio del 1986 firmato “The Mentor ”
(The Mentor’s Last Words)

Loyd Blankenship (noto come The Mentor) (1965) è un hacker statunitense, fin dagli anni ‘80, quando era membro del gruppo hacker Legion of Doom. È l’autore di The Conscience of a Hacker (”La coscienza di un Hacker”, noto anche come The Hacker Manifesto), che scrisse dopo essere stato arrestato per essersi infiltrato nel sistema di una banca, senza mai rubare niente.

Quanto ho riportato è un riassunto del brano contenuto nella sua opera che ora è considerata “la bibbia” della filosofia hacker. La versione completa molto più lunga differisce leggermente da quanto avete appena letto (causa traduzioni e fonti diferenti) ma data la sua importanza ho deciso di inserirla comunque nel blog, sperando di aver fatto cosa gradita la versione completa è disponibile qui in formato txt in modo da essere facilmente modificata dagli utenti.