feb 20

Arduino è una piattaforma di prototipazione elettronica open-source che si basa su hardware e software flessibili e facili da usare. È stata creata per artisti, designer, hobbisti e chiunque sia interessato a create oggetti o ambienti interattivi.

La scheda Arduino è in grado di interagire con l’ambiente in cui si trova ricevendo informazioni da una grande varietà di sensori, e controllando luci, motori e altri attuatori.

Il microprocessore sulla scheda è programmato utilizzando il linguaggio di programmazione Arduino (basato su Wiring) e l’ambiente di sviluppo Arduino (basato su Processing). I progetti sviluppati con Arduino possono essere stand-alone, oppure possono comunicare con software in esecuzione su un computer (per esempio Flash, Processing, MaxMSP).

La scheda più essere costruita o acquistata già assemblata; il software può essere scaricato gratuitamente. I progetti di riferimento dell’hardware (file CAD) sono distribuiti con licenza open-source, sei libero di adattarli secondo le tue necessità.

Arduino ha ricevuto una Menzione d’Onore nella sezione Digital Communities del Ars Electronica Prix 2006.

set 05

sfera-plasma

La Lampada al plasma (detto anche globo, cupola o più comunemente sfera al plasma) è un oggetto decorativo che è stato molto popolare negli anni ottanta ma che ancora oggi riesce ad affascinare, perchè? Basta quardare l’immagine d’apertura! una sferetta centrale da cui partono un gran numero di scariche elettriche che si muovono sinuosamente verso l’esterno, toccando la superficie del vetro le scariche si assemblano in un unico fulmine che parte dalla sfera centrale fino alla zona del vetro sotto al nostro dito. Tutto ciò è estremamente affascinante e scommetto che tutti almeno una volta si siano fermati in un negozio a guardare la danza del plasma sottovetro… pochi però si domandano come funziona… sono qui per questo.

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lug 21

vu-meter

Per cominciare credo sia il caso di spendere qualche parola per farvi capire di cosa stiamo parlando…

Co’è un Vu Meter? Semplicemente un apparecchio che misura l’intensità del suono  usato prevalentemente su sistemi audio professionali si trova sempre più spesso in versione digitale con visualizzazzione del valore tramite led.

Il funzionamento è banale: l’intensità del suono in un sistema elettrico varia al variare della corrente circolante nel circuito, quindi il Vu Meter altro non è che un amperometro costruito in modo da essere molto sensibile ad ogni sbalzo di corrente anche minimo.

Fatta questa breve ma necessaria anticipazione possiamo passare alla costruizione del nostro misuratore attività dell’hard disk a lancetta, preciso che nonostante quanto starete probabilmente pensando la realizzazione di questo progetto è molto semplice, richiede poceh saldature e pochi componenti.

Cosa ci serve:

- Naturalmente un Vu Meter a lancetta (analogico) con un qualsiasi valore di mA (i più comuni sono   5mA,100mA,250mA,…). Dato che andremo a misurare un segnale debolissimo 5mA bastano e avanzano;

- Un  trimmer da 10k;

- Un condensatore elettrolitico da 1 uF;

- Un molex maschio con rispettivi pin (potete ricavarne uno già fatto togliendolo da un alimentatore in disuso);

- Un connettore da motherboard completo di cavi (probabilmente dovrete chiedere in un negozio di informatica);

- Alcuni spezzoni di cavo in rame isolato di sezione 0.5mm o 1mm.

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lug 08

Semplicemente saltando a piedi uniti, generiamo dei campi elettrici che influiscono sull’ambiente che ci circonda. Non ci credete? Male perchè lo dimostrerò con questo semplicissimo e ultrasensibile circuio.

Cosa ci serve:

- 1 batteria da 9 Volt:

- 1 connnettore per la batteria da 9 V

- 1 FET (field effect transistor) BF245C;

- LED (light emitting diode) rosso (o di un altro colore a vostra discrezione);

- 1 resistenza da 1MegaOhm 1/4 Watt.

Per costruirlo:

Non dovete assolutamente collegare la batteria fino a che non sete sicuri di aver collegato correttamente tutto e ricontrollato bene di non aver commesso errori. Se collegaste subito la batteria, ci sarebbe un riscio molto elevato di far saltare il FET.

La resistenza da 1 MegaOhm nno è obbligatoria, ma è consigliabile, perchè toccando direttamente il terminale Gate del FET, se la carica fosse troppo elevata c’è un forte riscio di bruciarlo. Meglio evitare sempre di toccare il Gate del FET, perchè c’è comunque un rischio di danneggiarlo internamente.

Cercate, nei limiti del possibile, di tenere i collegamenti ed i fili il più corti possibile in modo da limitare perdite.

Per la costruzione procediamo in questo modo.

Guardiamo bene quali sono i terminali giusti del FET, che nel caso del BF245C sono disposti in modo che se guardiamo da basso (lato terminali) l’involucro e rivolgiamo verso di noi la parte piatta, il Gate (G) è il terminale più a destra, il Source (S) al centro e il Drain (D) a sinistra.

Saldiamo il terminale più corto del LED al filo negativo della clip per la batteria da 9 V, mentre il terminale più lungo del LED (+) lo colleghiamo al Drain del FET.

Il terminale centrale del FET lo uniamo al filo positivo proveniante dallaclip della batteria.

Infine saldiamo la resistenza da 1 MegaOhm al terminale Gate del FET.

Ricontrollato bene di non aver commesso sbagli, possiamo attaccare il tutto alla batteria.

Ora potete andare a caccia di cariche elettrostatiche,  il circuito è di una sensibilità impressionante e vi permetterà di capire se qualcuno si stà pettinando a metri di distanza!

P.S. Tutti i componenti si possono aquistare per pochi euro nei negozzi di elettronica, li pagate ancora meno nelle fiere di elettronica.

mag 01

Prima di passare alla costruzione della torcia IR (InfraRossi) apro una parentesi di cosa è questa radiazione.

La radiazione infrarossa (IR) è radiazione elettromagnetica con una lunghezza d’onda maggiore della luce visibile, ma minore delle microonde. Il nome significa “sotto il rosso” (dal Latino infra, “sotto”), perché il rosso è il colore visibile con la lunghezza d’onda più lunga. La radiazione infrarossa ha una lunghezza d’onda compresa tra 700 nm e 1 mm. La radiazione infrarossa è spesso legata al calore, perché gli oggetti alle normali temperature quotidiane, o più alte, emettono spontaneamente radiazione di questo tipo.

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apr 25

USB è un sistema di interfaccia davvero efficace. Lo usiamo ormai per tutto e non c’è periferica che non abbia l’interfaccia USB, che difatti significa Universal Serial Bus.

Il protocollo USB prevede 4 collegamenti: 2 per i dati (verde e bianco) e due per l’alimentazione a 5V (rosso e nero,), questa può arrivare ad erogare al massimo a 500mA dopo di che… l’interfaccia si guasterà irrimediabilmente. Per quanto riguarda la lunghezza dei cavi si può arrivare intorno ai 4m, se i cavi sono più lunghi si rischia di rallentare la velocità di trasmissione dei dati o ,peggio, di perdere gli stessi lungo la strada.

Alimentare dei LED attraverso l’USB è dunque un impresa tutto sommato semplice, anche se bisogna tenere a mente i limiti del protocollo.

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