set 02

Il Rotorgon è un dispositivo molto semplice che permette di rilevare l’energia eterica attraverso la rotazione di una rotella leggerissima. Funziona convertendo l’energia eterica del naturale flusso ambientale (detta Orgone), ma anche l’energia del campo energetico dei viventi (detta Aura), in una debolissima carica elettrostatica.  La diversa distribuzione delle cariche tra l’armatura metallica e la rotella in materiale isolante, determina la rotazione della rotella per attrazione/repulsione.

Cosa ci serve:

- Barattolo di latta;

- Forbici un pò robuste (io ho usato quella da elettricisti)

- Un bullone (d’ottone sarebbe perfetto ma va bene anche in acciaio), un dado e due rondelle;

- Qualcosa per fare un buco alla base del barattolo se non volete usare il trapano va bene anche un chiodo e un martello con un pò di pazienza);

- Cotone idrofilo;

- Cartone;

- Un foglio di carta comune;

- Forbici e colla;

- Uno spillo.

Per costruirlo:

Per cominciare, si parte da un normale barattolo di latta, diametro circa 12-14 cm.  L’unica cosa davvero importante è che internamente non abbia alcun rivestimento  la lamiera dev’essere nuda, attenzione perché a volte è presente una sottilissima pellicola trasparente, difficile da vedere.

Con l’aiuto di un paio di cesoie o di forbici robuste, tagliate il barattolo, la parte da togliere dovrebbe essere un po’ meno della metà, il fondo invece deve restare intero.  E’ anche possibile realizzare separatamente il fondo e il lato, non ha importanza, ma qui darò le istruzioni come se fossero un tutt’uno.  Per fare il taglio orizzontale lungo il fondo del barattolo ci si può aiutare con un apriscatole da cucina.

Ora vi servirà un bullone con dado e rondelle, lungo 8-10 cm, diametro circa 5 mm.  Il materiale non importa, può essere di ottone, bronzo, acciaio, alluminio, ecc.

Con un trapano, oppure con un chiodo e un martello, fate un buco al centro del fondo del barattolo, infilateci il bullone con una rondella dal basso verso l’alto, infilate l’altra rondella e stringete il dado.

Adesso prendete del cartone (non importa di che tipo) e un pacchetto di cotone idrofilo (l’ovatta per medicazioni).  Con questi dovrete foderare tutto l’esterno del barattolo, cioè il lato e il fondo.  Verso l’interno c’è il cotone, all’esterno il cartone. Teneteli assieme con dello scotch lungo i bordi. Durante il montaggio potete anche usufruire di un pò di colla per tenere attaccato il cotone al barattolo (non esagerate però)

Questo è lo statore, ed è completo.  Adesso viene la parte più delicata, dovrete realizzare il rotore.

Tagliate una rotella di carta del diametro di 2-3 cm meno di quello interno del barattolo, e tre striscioline larghe 3-4 mm, lunghe 6 cm circa.  Tagliate anche un cerchietto di circa 15 mm di diametro.

Attaccate i tre raggi alla ruota e al cerchietto, in modo da formare un rotore conico. Da ultimo infilate lo spillo nel cerchietto con la punta in basso, e bloccatelo con un po’ di colla in modo che resti ben dritto al centro.

Anche il rotore è fatto.

non resta che afferrare delicatamente il rotore per lo spillo, e appoggiarne la punta nell’incavo della punta del bullone.  Se tutto è a posto la rotella girerà liberamente con un attrito veramente minimo.

Il Rotorgon è completo.  Per farlo funzionare al meglio, appoggiatelo non direttamente a terra, ma su un piccolo supporto non metallico (per esempio una scatoletta di cartone o plastica).

Conclusioni:

So che dopo aver letto questo articolo starete sicuramente pensando che tutto ciò sia una str****ta colossale, ed in effetti è quello che credevo anche io dopo essermi imbattuto nell’argomento Orgonomia, ma posso garantirvi dalle prove da me eseguite che tutto il sistema funziona perfettamente, il rotore gira anche se in modo non costante fermandosi spesso e cambiando improvvisamente direzione. Protreste attribuire la rotazione ad eventi esterni al sistema come spostamenti d’aria, campi elettrici ecc… per essere sicuro di quanto vi ho scritto ho ripetuto le prove “sotto vetro” con risultati positivi.

Inutile dire che se si riuscisse ad aumentare la potenza del rotore e a collegarlo con un generatore elettrico si potrebbe ottenere elettricità da una forma di energia sconosciuta ma sicuramente disponibile in natura in enormi quantità (a sentire la teoria, in quantità illimitata)

L’introduzione iniziale è frutto di una teoria ancora da verificare, quindi le cause del movimento del rotore sono ancora da comprendere a fondo, vi invito dunque a contribuire commentando questo articolo e documentando eventi anomali, o miglioramenti che siete riusciti ad apportare al progetto originale.

Articolo scritto grazie al sito: Nuovo mondo di XMX.

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