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I normali speeker o tweeter si basano sul principio dell’elettrocalamita, una bobina crea un campo magnetico che attira o respinge una membrana che vibrando diffonde il suono. Questo mi sembra abbastanza semplice da conprendere. I video che ho raccolto qui mostrano come sia possibile diffondere il suono per mezzo di un raggio modulato di plasma.

Non è fantascienza. Creando una differenza di potenziale elevatissima (qualche migliaio di Volt) tra due puntali tra questi si forma un arco elettrico molto caldo, modulando la frequenza dell’arco si ha un riscontro anche sulla temperatura dello stesso. L’aria che viene mossa da questi sbalzi di temperatura diffonde il suono.

I vantaggi di un applicazione del genere si nota soprattutto in termini di qualità audio, infatti non avendo parti in movimento (la classica membrana) si otterrà un suono pulito e senza fruscii, inoltre lo spostamento di masse d’aria fà in modo che il suono venga diffuso direttamente nell’ambiente creando una situazione in cui è difficile stabilire la provenienza della musica. Senza parlare dell’orgoglio di avere una cosa del genere al posto dei sistemi classici!

Purtroppo ci sono anche degli svantaggi, in primo luogo l’enorme quantità di energia richiesta per generare il plasma oltre alla pericolosità dello stesso, infatti se dovessimo toccarlo ci beccheremmo un bello scossone ritrovandoci pure una bella scottatura di ricordo. Per finire il plasma emette una fortissima radioazione elettromagnetica, tanto forte da accendere una lampada fluorescente anche a qualche metro di distanza, non so se questo possa risultare più o meno dannoso per la salute. Oltretutto con questo sitema non si possono riprodurre i bassi, che richiederebbero uno spostamento d’aria enorme riproducibile solo sttraverso delle scariche fortissime (e al contempo pericolossissime!).

In questo video si vede l’arco elettrico in azione, purtroppo il suono presenta delle imperfezioni causate dal fatto che il plasma essendo caldo tende ad andare verso l’alto e l’arco tende a staccarsi dai puntali

Qui il problema sembra essere stato risolto ponendo i puntali in verticale:

Ecco infine un sistema ancora più scenografico (sacrificando un pò di qualità):

Ringrazio Timetec per il post dei video su youtube nochè per essersi dedicato ad un progetto tanto impegativo.

Ringrazio tutti quelli come lui che magari non avendo nemmeno un diploma o una laurea si impegnano comunque a scoprire ed inventare cose nuove. C’è bisogno di più gente così!

2 Risposte a “Altoparlanti a raggio di plasma”

  1. francesco Says:

    in pratica cosa serve per fare questa cosa ?
    puoi spiegarlo in modo che possa farlo anche io che nn ho nessuna conoscenza
    in questo campo?

  2. Ronde88 Says:

    Il componente principale è il trasforatore per alta tensione, il più adatto allo scopo sembrerebbe essere un trasformatore flyback (possibilimente non triplicato) che puoi trovare all’interno di tv e monitor a tubo catodico, una volta smontato lo puoi facilmente identificare seguendo il filo rosso più isolato che parte da una ventosa agganciata al tubo catodico. Imigliori si trovano al’interno dei Tv in bianco e nero ma essendo ormai datati è sempre più difficile trovarli.
    Puoi usare anche il trasformatore che trovi all’interno delle sfere al plasma.
    Sottolineo che tutti questi trasformatori, se alimentati a bassissima tensione (12 o 24V) non sono pericolosi, la scossa che potresti prendere sarà consistente ma non mortale (verificato su di me eheh) per il fatto che nonostante la tensione di migliaia di volt la corrente è insignificante.

    La modulazione del raggio di plasma avviene tramite un circuito elettronico disposto prima della bobina primaria del trasformatore (quella alimentata a bassa tensione), purtroppo non posso descrivertelo nei dettagli in quanto non l’ho ancora realizzato personalmente, però cercando in rete si trovano molti progetti.

    Comunque una conoscenza di base in questo campo è strettamente necessaria per ottenere dei risultati quantomeni soddisfacenti. Ma l’unico modo per imparare è di provare, quindi BUONA FORTUNA!

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