ott 11

La scienza non è nient’altro che una perversione se non ha come suo fine ultimo il miglioramento delle condizioni dell’umanità.” Nikola Tesla.

Ogni tanto la domanda ritorna: chi è il più grande hacker di tutti i tempi?

La gente ha opinioni contrastanti sull’argomento: c’è chi dice che Stive Wozniak, conosciuto per l’Apple II, e chi Andy Hertzfeld del sistema operativo Macintosh. Altri ancora sostengono che il più grande sia Richard Stallman, del Massachusetts Institute of Technology ma quando oggi faccio il nome di colui che per me è il più grande (ammesso e concesso che lo conoscano), la gente concorda, ma poi la conversazione si interrompe all’istante.



Ambientazione: Colorado Springs

Colorado Springs si trova nel Colorado meridionale, a 70 miglia a sud di Denver. Attualmente è conosciuta come la base di diversi gruppi impegnati nella ricerca di dischi ottici, e per il NORAD, il missile difensivo situato sotto le montagne di Cheyenne.

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La storia comincia lì, un po’ di tempo fa: uno scienziato si trasferisce in città ed apre un laboratorio in Hill Street, alla periferia sud.

In quel laboratorio svettava un’antenna di rame lunga ben duecento piedi, simile all’antenna di un radioamatore. Dunque, Tesla si trasferì a Colorado Springs ed iniziò a lavorare. Avvenivano cose inspiegabili nei dintorni…strane scariche elettriche: se qualcuno camminava nelle vicinanze, le scintille schizzavano fuori dalla terra e risalivano su per i piedi, attraversando le suole delle scarpe. Un giorno un ragazzo prese un cacciavite, lo mise vicino ad un estintore, e dalla pompa uscì una scintilla di quattro pollici! A volte, l’erba intorno al laboratorio era talmente elettrizzata da provocare un effetto a corona: vengono chiamati i “fuochi di sant’Elmo”*[4]! Ma la gente non sapeva che quello era solo un gioco da ragazzi! L’uomo del laboratorio stava semplicemente mettendo a punto il suo strumento, preparandosi a fare di quell’esperimento uno dei più grandi e spettacolari di tutti i tempi. E’ proprio con quell’idea che riuscì a battere il record del fulmine più lungo mai prodotto dall’uomo: 42 metri di lunghezza (130 piedi)…eppure era roba di poco conto!

L’uomo: Nikola Tesla

Si chiamava Nikola Tesla, immigrato dell’attuale Jugoslavia. A Belgrado gli hanno anche costruito un museo, in onore suo e delle sue opere. Nonostante la sua attività, rimane però un perfetto sconosciuto negli Stati Uniti, e sinceramente non capisco il perché. Alcuni ritengono che sia al centro di un oscuro complotto…a sostenerlo sarebbero poi le stesse persone che le alimentano, quelle teorie cospirative!

Sono convinto che Tesla non fosse solo un brillante inventore, ma anche un grandissimo uomo d’affari…finito sul lastrico! E quelli che come lui falliscono, scompaiono lentamente agli occhi del pubblico. D’altronde, è quello che succede tutti i giorni nell’industria dell’informatica! Edison, che non era amico di Tesla, ma un grande uomo d’affari, viene ricordato come l’inventore della lampadina ad incandescenza e per la sua “General Electric”.

Per darvi un’idea del suo talento, lasciatemi elencare qualche altra sua scoperta. E’ lui il padre del motore a corrente alternata e dei trasformatori (pensate a tutti i motori e motorini di casa vostra). E’ lui che ha inventato l’elettricità a tre fasi e ha diffuso la corrente alternata, così come il sistema di erogazione usato in tutto il mondo. Ha inventato quella che ora è conosciuta come Bobina Tesla, quella che produce l’alta tensione, in grado di azionare il tubo catodico dello schermo del vostro PC! Ora è riconosciuto anche come l’inventore della radio moderna: la corte suprema ha tolto il brevetto a Marconi e l’ha dato a lui nel 1934.

In poche parole, Tesla ha inventato gran parte dell’apparecchiatura che ogni giorno pompa corrente nelle vostre case da miglia e miglia di distanza, ma ha inventato anche molti degli strumenti che quella corrente, la consumano! Le sue invenzioni hanno fatto di George Westinghouse (della Westinghouse corporation) un uomo ricco. Sapete che l’unità di misura del flusso magnetico è il “tesla”? Altre comprendono il faraday e l’henry. Capire quindi che è un onore concesso a pochi: non stiamo parlando di un perfetto sconosciuto, ma di un ingegnere elettronico di indubbio talento!

Da giovane, Tesla fece un numero sorprendente di scoperte, però ad interessarlo veramente era la risonanza, soprattutto elettromagnetica. Fu così che nacque una sua scoperta sensazionale: osservò che succedono cose veramente strane quando un circuito elettrico viene esposto a risonanza. Prendete la famosa bobina Tesla: la bassa tensione (10.000 – 15,000 volts !) del trasformatore principale carica un condensatore che si scarica pulsando su quello che è conosciuto col nome di spark gap ( scintillatore, spinterometro in italiano): la corrente in uscita, sotto forma di oscillazione pulsante, alimenta il circuito primario costituito di poche spire( 5 -15 spire di rame) che a sua volta è accoppiato con un altro avvolgimento detto secondario costituito da un numero di spire ben più elevato: 1000-1500 spire. Accordando sulla medesima frequenza di risonanza il primario e il secondario, Tesla ottenne in campo elettrico quello che è palese in campo meccanico(tutti ricorderanno il ponte caduto sotto l’oscillazione indotta dal passo cadenzato delle truppe che lo attraversavano), ossia una enorme amplificazione della corrente in uscita: risultato di questo un’altissima frequenza 200.000 Hz (la corrente alternata di casa nostra viaggia a 50 Hz) e voltaggi straordinari, che possono raggiungere valori di un milione di volts. La tensione fuoriesce dalla parte superiore della bobina, formando il cosiddetto effetto “corona” o “a fiocco”. Voltaggi relativamente bassi, dell’ordine di 100.000 volt, producono scintille di sei pollici, quelli più alti,500.000 e passa volt, scintille di diversi piedi di lunghezza. Tesla riusciva ad attirare le scintille sulle dita della mano senza ferirsi, e questo perché l’alta frequenza non attraversa i conduttori bensì li percorre lambendo la superficie esterna (il famoso skin effect). Da allora, Tesla cominciò a pensare alle applicazioni della risonanza su una scala più ampia. E’ stato lui il pioniere del sistema di distribuzione della corrente elettrica che usiamo oggi, e queste non sono cose da poco! Quando pensate a Tesla, pensate in grande!

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Un giorno si è chiesto: cosa succede se mando una scarica elettrica a terra? Risposta: la terra è un ottimo conduttore di elettricità!

Lasciatemi spiegare meglio come funziona, e anche voi capirete. Molti ritengono che la terra non sia un buon conduttore. In realtà, la terra è in grado di assorbire grande quantità di elettricità, ed è per questo che tutti gli strumenti che trasmettono corrente elettrica vengono scaricati a terra: il terzo terminale, quello centrale delle prese di corrente alternata, ha un cablaggio che lo porta direttamente a terra.

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Il carter di qualsiasi apparecchio che trasmette corrente elettrica viene normalmente collegato al suolo, in modo tale che, se si verifica un corto circuito e il manico si elettrizza, la corrente scarica a terra e non vi colpisce…La terra è stata per parecchio tempo utilizzata come conduttore.

Tesla generò una potente carica di corrente elettrica e la scaricò a terra. Essendo un buon conduttore, la corrente non si fermò, continuando anzi a propagarsi come un’onda radio alla velocità della luce: 186000 miglia al secondo(300.000 Km al secondo). L’onda continuò ad andare avanti: era potente, e non si indeboliva nemmeno a miglia di distanza…passava senza problemi anche il cuore di ferro della terra…dopo tutto, il ferro fuso è un ottimo conduttore di elettricità! Quando l’onda raggiunse l’altra faccia del pianeta, tornò indietro come una qualsiasi onda che incontra un ostacolo. Ogni volta che partiva, tornava indietro, e a volte raggiungeva il punto di partenza. Anche se l’idea potrebbe sembrare bizzarra, non è fantascienza. E’ proprio lanciando raggi sulla luna negli anni 50, che è stato possibile mappare Venere negli anni 70. Sono pianeti a milioni di miglia lontani dalla Terra, e il nostro pianeta ha un diametro di soli 3000 miglia: farlo attraversare da un’onda elettromagnetica è un gioco da ragazzi! In pratica, sentiamo i terremoti per le vibrazioni che provocano al loro passaggio.

Pensavate che si trattasse di qualcosa di sconvolgente? In realtà, è tutto molto semplice e chiaro. Eccovi un tipico esempio del modo di pensare di Tesla; fu allora che ebbe una delle sue incredibili trovate.

Un giorno Tesla pensò: quando l’onda ritorna indietro (circa 1|30 di millesimo di secondo dopo che è stata inviata), la sua potenza è considerevolmente indebolita. Perché allora non inviarne una seconda che vada a rafforzare la prima? Le due si uniscono, reagiscono e tornano indietro. E poi lui le rafforza ancora due…tre volte, e l’onda diventa sempre più potente. E’ un po’ come spingere un’altalena ogni volta che torna indietro: la potenza aumenta incredibilmente con una serie di piccole spinte. Avete mai provato a fermare un’altalena quando va a tutta velocità?

…Tesla voleva trovare il limite estremo della risonanza…e si imbatté in una sorpresa.

Il grande black-out e la bobina di Tesla

Dunque Tesla si trasferì a Colorado Springs dove installò uno dei suoi generatori e alcuni impianti elettrici. Ma perché proprio a Colorado Springs? Il suo laboratorio di New York era andato a fuoco e lui aveva sofferto molto, ma il destino volle che un suo amico, di Colorado Springs appunto, il direttore di una società elettrica, la Leonard Curtis, gli offrisse elettricità gratuita per i suoi esperimenti. E chi poteva resistere ad una proposta di quel genere? Tesla aprì allora il laboratorio e per un anno intero fece funzionare la sua gigantesca bobina, cercando di ottenere la risonanza perfetta con la terra sottostante. Ma la gente cominciò a notare strani effetti: Tesla stava elettrificando la loro città mediante le onde elettromagnetiche di ritorno. Una volta ottenuta la regolazione, Tesla manteneva il tutto a basse frequenze.

Eppure c’era un solo pensiero nella mente di un hacker come lui, di uno deciso a fare le cose per bene: “vedere cosa sarebbe successo”. Qual era il limite dell’onda che aveva creato, facendola andare avanti e indietro nella Terra sottostante? Con la bobina collegata a terra e l’antenna di 200 piedi sopra di lui, cercò di assorbire quanta più energia poteva anche a costo di far saltare gli impianti di alimentazione dell’intera città. Tesla uscì, indossando suole di gomma da tre pollici. Aiutato dal suo assistente, Kolman Czito, accese la bobina. Dalle file di condensatori di petrolio si alzò un boato, le scintille ronzavano. All’interno del laboratorio il rumore era assordante, ma Tesla era fuori che guardava l’antenna. Ogni sovratensione che tornava nell’area si imbatteva nell’antenna, fuoriuscendo sotto forma di fulmine. Dall’antenna uscì allora una scarica di sei piedi, a forma di solido arco, ma non come se fosse un unico fascio di luce…Tesla osservava attentamente…chissà se la potenza sarebbe aumentata e la sua teoria delle onde elettromagnetiche avrebbe funzionato! In poco tempo il fulmine raggiunse una lunghezza di 20 piedi, poi di 30, le sovratensioni continuavano ad aumentare…80 piedi…ora un rombo segnalava ogni lampo…100 piedi…120 piedi…un fulmine tuonò sopra l’antenna. Tesla udì quel rombo intorno a sé (lo sentirono fino a 22 miglia di distanza, nella città di Cripple Creek). Il prato intorno era letteralmente elettrizzato, illuminato da una luce blu come nei fuochi di sant’Elmo. La sua teoria aveva funzionato! Al di là della sovratensione sembrava non esserci più nulla: Tesla aveva creato la più potente sovratensione mai prodotta dall’uomo! Fu allora che ottenne il record del fulmine più forte, record che ancora detiene.

Poi ci fu un blocco, la scarica elettrica si interruppe e il fulmine scomparve. Entrò di corsa e scoprì che la società elettrica aveva spento l’impianto di alimentazione. Li chiamò, anzi urlò: stavano interrompendo il suo esperimento! Il caposquadra dichiarò che Tesla aveva sovraccaricato il generatore e lo aveva bruciato, ed ora i suoi ragazzi stavano cercando in tutti i modi di spegnere il fuoco.

Dovette aspettare un bel pezzo prima di ottenere nuovamente energia gratuita dalla compagnia di Colorado Springs!

A Colorado Springs erano partite tutte le luci. Quello sì che fu per me il più gran black-out di tutta la storia…Eppure ne ho viste di belle! Il sistema operativo Atari a 8 bit, il sistema operativo Macintosh, i computer delle compagnie telefoniche…quanti computer! Ma non ho mai visto nessun altro battere il record del fulmine e tagliare la corrente elettrica ad un’intera città solo “per vedere cosa sarebbe successo”. A Colorado Springs, Tesla riuscì in un’impresa mai tentata prima: aveva utilizzato il pianeta intero come conduttore, facendolo attraversare da una scarica elettrica. Fu proprio in quell’estate del 1899 che portò l’elettricità nella storia. Esatto, nel 1899… accidenti, sono passati cent’anni!

Mi direte: è una bella storia, ed io non oso nemmeno immaginare quello che avrebbe fatto un George Lucas: effetti speciali e chissà quant’altro! Ma oggi non è rilevante…o no? …Tenetevi forte.

6 Risposte a “Nikola Tesla, il più grande hacker di tutti i tempi!”

  1. Urbano91 Says:

    Rispettando le tue opinioni ti diko solo questo nome…..KEVIN MITNICK :D Lui era l’hacker numero 1 di tutti i tempi……….

  2. Ronde88 Says:

    A dire il vero Kevin Mitnick era un cracker, il migliore in assoluto tra i cracker ma alla fine il Condor (Kevin) fu arrestato grazie ad un Hacker di nome Shimomura.

    Io sono un purista del termine Hacker che in senso stretto è colui che è in grado di costruirsi i mobili da solo utilizzando solo un ascia quindi può adattarsi anche a personaggi che hanno poco a che vedere con i computer e pertanto ho promosso Tesla come numero 1, considerato che i computer e tutta la moderna tecnologia elettrica deriva dal lavoro che ha svolto lui quindi non mi sembra un idea sbagliata.

  3. alessandra Says:

    molto interessante il tuo riassunto. grazie

  4. taranto salvatore Says:

    non c’è dubbio che nicola tesla è l’inventore più grande al mondo.ma lo sarebbe stato ancora di più se gli interessi delle multinazionali del petrolio lavessero lasciato lavorare fino in fondo .nel mondo la storia sarebbe un’altra.

  5. roberto Says:

    si è vero quello che dite ma tesla aveva anche altre ambizioni come dare corrente a tutti gratis,oppure inluminare la ionosfera,oppure spostare gli eventi climatici io non s ho se sia giusto che una persona abbia tutto questo potere in nome della scenza però sicuramente una cosa è sicura la sua morte fu un mistero e guarda caso i suoi appunti sono in mano agli americani chissa

  6. Igor Says:

    Tesla, il più grande inventore nel campo dell’elletricità (ha praticamente inventato quasi tutto), assolutamente non era un uomo d’affari. A lui non interessava fare soldi. Era interessato solo ai fenomeni puri, alla scienza. E vero che ha inventato anche la radio, prima di Marconi (modellino di nave telecomandata), ma non la ha mai sfruttata economicamente. A lui bastava risolvere un problema e poi subito volgeva tutta la sua attenzione su un’altro. Voleva che le sue invenzioni (un migliaio) fossero usate solo per il bene dell’umanità e non per scopi militari. Ha lavorato anche per Edison che non capiva l’importanza della corente alternata, e perciò erano in contrasto. Tesla è nato in Croazia quando questa faceva parte dell’Impero Austro-Ungarico, ed era di nazionalità serba. Non è mai stato cittadino jugoslavo.

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