feb 07

il “cannone elettromagnetico” è noto in ambiente tecnico con il nome “rail gun” e principio su cui si basa è quello dell’induzione elettromagnetica.

Il proiettile è in materiale metallico (solitamente tungsteno) ed esso viene sottoposto a un campo elettromagnetico affinchè si carichi positivamente o negativamente.

A quel punto la slitta in cui si trova viene attraversata da una corrente e caricata progressivamente in maniera da sfruttare il principio di attrazione tra cariche opposte e di repulsione tra cariche uguale, e cos’ì  il proiettile viene “spinto” e accelerato lungo la slitta e pertanto sparato fuori.

Si tratta di una potenza impressionante: un proiettile del genere ha una forza cinetica enorme, potrebbe distruggere senza problemi qualsiasi bersaglio, compreso un carro armato.

I vantaggi rispetto a un sistema tradizionale (cannone) è che ovviamente non c’è carica esplosiva nè occorrono canne che debbano resistere a pressioni elevate.
Proprio le pressioni elevate costituiscono un limite fisico al cannone tradizionale, che non può andare oltre certe prestazioni (ormai raggiunte dalla tecnologia attuale).
In prospettiva quindi si può realizzare un cannone efficiente e più potente di qualsiasi cannone tradizionale, meccanicamente meno laborioso e molto meno costoso.

Di contro c’è da risolvere i problemi legati alla produzione dell’energia necessaria per l’impulso elettromagnetico, alla generazione di altissime temperature, alla rapida usura dei binari della slitta.

DrGreTuLR ha realizzato questo video dove mostra sia il principio di funzionamento che la sua realizzazione:



Questa tecnologia è studiata da anni (all’inizio per applicazioni spaziali) ed attualmente si è in grado di accelerare un proiettile del diametro di 90 mm e pesante fino a 2 kg, in tungsteno, utilizzando una slitta lunga sei metri, a velocità di 3-4 km/sec.

Per il proiettile in sè, le alte temperature (che possono anche arrivare ai 10.000 gradi, anche se i sistemi su cui si lavora puntano su temperature nell’ordine dei 3000) non sono un problema.
Un proiettile di tungsteno ha un punto di fusione oltre i 3000 gradi, ma anche se fonde, comunque il plasma fuso è scagliato come un proiettile e il risultato finale all’impatto non cambia (ma i proiettili sarebbero progettati affinchè si fonda solo il mantello esterno, lasciando intatto il nucleo).

L’USNavy è molto avanti nella realizzazione di un esemplare operativo di railgun, ma è una tecnologia che ha ancora una lunga strada davanti a sè e spero che un giorno venga usata per altri scopi forchè uccidere della gente…

Per ora accontentiamoci di vedere i test:

3 Risposte a “Railgun”

  1. MaoMaoVero Says:

    Il railgun deve essere usato solo per lanciare le navette nello spazio. Come arma è poco efficente a meno che sia fissa su una stazione e quindi poco maneggevole..

  2. Stefano Says:

    Ma l’accelerazione non sarebbe eccessiva per qualsiasi navetta? Se i proiettili fondono, a strutture più delicate e complesse che accadrebbe?

  3. Fratel Mario Says:

    L’invenzione in se stessa mi ricorda un certo Nikola Tesla… il più grande inventore di tutti i tempi . Dov’è il suo cannone elettromagnetico ? Con quello si potrebbe facilmente distruggere gli asteroidi che minacciano la terra…non dimentichiamoci di Tunguska .

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